venerdì, 03 agosto 2007
E così il baronetto Elton John ha tuonato dall'alto della sua innegabile esperienza musicale contro internet. "Internet andrebbe chiuso per cinque anni", "spero che il prossimo movimento musicale demolisca definitivamente internet" e altre amenità del genere. Ora, io capisco che un uomo di sessant'anni possa avere ancora qualche riserva al giorno d'oggi su l'uso e le enormi potenzialità di questo mezzo: ma che un uomo della sua cultura divulghi affermazioni di questo genere, proprio mi fa venire l'orticaria.
Il sir attribuisce la colpa ad internet di un calo del desiderio umano di socializzare e di comunicare nella vita reale, nascondendosi dietro il pallido schermo di un pc. Non conosco i dati statistici, ma sicuramente ci sono persone e persone che si rifugiano in internet evadendo dalla vita reale: quello che non capisce l'autore di Your Song è che non è colpa né causa del mezzo, ma dell'uso esagerato e smodato di alcune tipologie di persone che sfruttano il web con queste finalità.
Chiudere Internet non credo servirebbe a molto: l'unico grande effetto sarebbe quello di tappare la bocca a milioni di persone che hanno la possibilità di far sentire la propria voce, di tarpare le ali ad associazioni di persone con gusti completamente ignorati dai media tradizionali dove - come dice Granieri, nella "Società Digitale" - la minoranza ha la stessa dignità della maggioranza. Che poi, giornali come il Corriere, nel riportare la notizia, hanno anche sottolineato in maniera ironica (voglio sperare) l'uso contraddittorio che poi lo stesso Elton fa di questo mezzo prodigioso (per esempio la trasmissione in stream dei suoi concerti).
Ma il signor Elton, che attribuisce ad internet anche un calo della qualità musicale, perché non prova ad osservare un po' più da vicino il calo pluridecennale della qualità della SUA musica, che non riesce più a raggiungere gli altissimi livelli di capolavori come Daniel, Yellow Brick Road, Nikita e via dicendo? Invece di perdere tempo a dire scemenze sul web, si dedicasse alla sua arte, magari spegnendo il computer per evitare di diffondere certe oscenità.
Giuseppe Granieri, sul suo blog, pensa che la notizia non vada commentata: questa è una delle poche volte in cui non sono tanto d'accordo con lui. Proprio per l'economia del dono, non mi va che coloro che leggano la notizia superficialmente possano attribuire seriamente la colpa alla rete, anche solo per dubbio, quindi dò il mio piccolo contributo a quei pochi lettori che passeranno di quì, che commenteranno o semplicemente leggeranno, cercando di sdoganare queste vecchie sciocchezze.
Meditato da ShakaNyorai il 03/08/2007 13:09
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