sabato, 25 agosto 2007




Due ragazzi ed una ragazza; una voce che sale sempre più avvolgendoti come in una spirale; quegli archi iniziali che lasciano spazio improvvisamente a qualcosa di cupo, disperato e sensuale allo stesso tempo.
In questi giorni non riesco a smettere di ascoltare questo capolavoro degli Skunk Anansie, "Secretly", che molti di voi sicuramente conosceranno.

Ricordo ancora la prima volta che ne sentii parlare: ero a scuola, quarta liceo se non ricordo male, ed ero appena arrivato in classe quando sentii due miei compagni di classe che ne parlavano.

A: Uà, a me piace molto la nuova canzone della nera calva!
B: Ah sì, l'ho vista, come è bona la nera. Ma nel video, che schifo, ci stanno due ricchioni che si baciano!

Mi paralizzai. Per come vivevo la mia omosessualità all'epoca, fu stranissimo per me sentire quel turbamento misto ad eccitazione salirmi lentamente dentro.
Fu come ammettere a me stesso tutto e la mia reazione fu di ignorare il motivo di questo mio interesse: mi misi semplicemente a cercare quel video come un forsennato, per vedere quel bacio tra due uomini che in quel periodo era una cosa più unica che rara. Ogni momento libero era dedicato ad Mtv che, però, sembrava non ascoltare la mia richiesta. Il video passava a rotazione, ma non quando io ero davanti alla tv. Una settimana e mezzo dopo, per caso apparì proprio la scena incriminata e capii che era quella la canzone di cui avevano parlato: la osservai avido, cercando di carpire ogni attimo di quelle immagini. In realtà il bacio era di un trio, un trio che non aveva sessualità molto probabilmente. Mi piacque e tutto finì lì. Ciò che mi colpì in seguito fu la canzone, nella sua melodia incredibilmente ben strutturata. Sviscerava pensieri nascosti dentro di me, mi faceva urlare a bassa voce cose che non osavo nemmeno sussurrarmi; comprai il disco degli Skunk Anansie dopo poco, "
Post Orgasmic Chill": davvero molto bello, ma il mio dito correva subito alla traccia che riguardava Secretly.
Poi, improvvisamente, la dimenticai. Semplicemente cominciai ad ascoltare altro, come di solito faccio e riposi questa canzone in quell'immenso armadio che contiene tutta la musica che per me ha significato qualcosa.

Qualche anno dopo, la ritrovai. La ritrovai in un momento molto particolare: era negli occhi di Azoth, che mi faceva conoscere i piaceri del sesso con quel sottofondo: si dedicò a me con un'immensa sensualità imprimendo nella mia memoria le note di quella musica, associandole al suo sguardo. Fu per me il coronamento di un momento unico, che culminava negli acuti spessi di Skin e nella sua melodia sinuosa.

Poi, Secretly scomparve di nuovo. Andò via appena mi allontanai dal sesso, appena ebbi un rigetto per i rapporti di coppia, finché non la dimenticai. Ogni tanto tentava di apparire, ma per me non aveva più nessun significato e quindi era una canzone come un'altra.

Ora è riapparsa: nei suoi ricordi soprattutto. E' riapparsa con tutta la sua potenza, come un rifugio in cui cullarmi di notte. E' bellissima, è un cielo di stelle. Mi dà l'idea di tempi andati che non tornano, di una sessualità vissuta impetuosamente che solo gli adolescenti nelle loro esplosioni ormonali possono avvertire pienamente. Quei primi sfioramenti, quelle incertezze tenere e animalesche allo stesso tempo, quelle prime scoperte che travolgono il corpo, ancora inconscio e privo di amori maturi.

Non so perché l'ascolto e alla fine nemmeno mi interessa: so solo che mi piace.



"So now you feel lusty you're hot and confused .. You had to do someone else ..You should have been by yourself, instead of here with me... Secretly, secretly."





Meditato da ShakaNyorai il 25/08/2007 19:57
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venerdì, 17 agosto 2007




Stasera sono tornati i miei ed ho appena finito di trattare male mia madre. Credo di aver sbagliato e di aver esagerato nei toni, ma non ho intenzione di dirglielo perchè vorrei che questo le risuonasse come un campanello d'allarme.
Lo so, molto probabilmente sto agendo come un bambino viziato: ma da quando sono tornato sono diventato molto geloso del rapporto che mia madre possiede con mio fratello. Non vivendo più tante situazioni familiari, mi fa strano notare determinate cose. Molto è anche dettato dalle differenze con cui mia madre vive le rispettive storie d'amore di noi due figli. Non posso lamentarmi, mi ha accettato nella mia omosessualità senza riserve, ha conosciuto sia Warzabumbo che Zeppolino, ed è stata sempre molto squisita con loro. Ma niente di più. Il problema è che quel più lo possiede interamente mio fratello: mia madre è come se si fosse sfogata sulla sua storia per quello che io non potrò mai darle. La ragazza di mio fratello è diventata la sua migliore amica, si fanno delle telefonate, escono assieme, mia madre si fa in quattro, cinque e diecimila per loro, ne parla a tutti, esplode di gioia. fantastica e progetta la loro convinvenza l'anno prossimo (hanno appena 17 anni) e cose simili che mi lasciano perplesso. Io non pretendo di ottenere lo stesso trattameno (e alcune cose nemmeno le desidero) ma mi fa male, perchè non riesco ad accettare che non potrò mai vivere con lei una cosa del genere, che non potrò mai ottenere tutto questo appoggio. E vedere ciò che vorrei continuamente sotto ai miei occhi mi intristisce: è come se mi sentissi in un angolino buio ad osservare loro in una luce sfavillante.
Ci sono rimasto male anche per come ha reagito alla mia richiesta di aiutarmi per andare da Zeppolino a Singapore in ottobre: le avevo fatto capire chiaramente che per me era dannatamente importante spezzare questa maledetta distanza forzata di 5 mesi che vivremo, ma non volevo assolutamente che dicesse di sì o che subito mi desse dei soldi. Avrei gradito che mi ascoltasse, che mi dicesse com'era solita fare:" è difficile, ma vedremo che possiamo fare, se non ci riusciamo, amen, ma almeno ci proviamo". Ciò che mi è mancato non è stato il , ma il sostegno, cosa che, sono sicuro, mio fratello avrebbe ottenuto con uno schiocco delle dita.

Per un litigio stupido prima le ho detto che la vedevo cambiata e che vedevo che si riversava di più su mio fratello: a volte, è come se notassi di aver rotto un equilibrio quando sono tornato, mi sento strano. Ho un diavolo nell'armadio, (come direbbe Bergman) che stasera ha provato ad uscire in tutta la sua irritazione, frustrazione e paura. Perchè una volta accettati se stessi, bisogna accettare i comportamenti degli altri a riguardo della propria vita, le conseguenze naturali.
Alla fine questo è solo uno sfogo, ma volevo scriverlo anche per provare a chiarirmi le idee e ricordarmi di pensieri che affollano la mia mente da un po' di giorni.

--

Appunti sulla giornata di oggi:


Nel pomeriggio ho accompagnato Ploffy a fare il biglietto dell'aereo per Milano: ha un appuntamento con un neuroncologo per parlare delle condizioni del padre. Ovviamente, ha avuto la capacità di trovare l'albergo esattamente sotto casa mia! Mi farà strano saperlo lì per la prima volta a girare quei luoghi a me familiari e ai quali sono tanto legato; avrei voluto mostrarglieli io, ma il destino non ha voluto così. Però è veramente buffo, ho faticato tanto per fare in modo che riuscisse a venirmi a trovare (tant'è che stavamo mettendo dei soldi da parte per permettergli di pagarsi il biglietto) quando dall'oggi al domani si è ritrovato a dover andare a Milano per altri motivi e senza che io fossi presente. D'altronde domani partirò per Palinuro e finalmente potrò godermi una settimana di mare e sole come da tempo desideravo.

Meditato da ShakaNyorai il 17/08/2007 00:15
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sabato, 11 agosto 2007

categoria : pensieri, riflessioni



Hey There, Hey there..

Dove stai ora è sorto già il sole. L'ho visto da una webcam che riprende alcuni luoghi della tua città: starai ancora dormendo, mentre io, quì, ancora devo provare a stendermi sul letto. Non ne ho voglia, anche se ho sonno. Imbambolato osservo quello scorcio di città, quel posto così lontano in cui tu stai. E' come se ti sentissi più vicino, è come se guardando quelle strade per me sconosciute vedessi te, tra la gente..

Hey There, Hey there..


Voglia di viaggiare, voglia di conoscere...voglia di prendere alcune decisioni che mi porteranno ad un ulteriore passo sul mio cammino.. Voglia di non sprecare nulla, di vivere intensamente, in tutto...

Hey There, Hey there...


Resterà una traccia del mio passaggio? Resterà un'impronta impressa sul terreno di questo pianeta?

Hey There, Hey there...

Sono totalmente sconnesso: ho sonno.
Ti penso.

Meditato da ShakaNyorai il 11/08/2007 02:42
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mercoledì, 08 agosto 2007




Pensieri, solo pensieri. Da ieri, da oggi, da sempre. Pensieri che come vortici creano mulinelli nei miei sguardi a volte assenti. Pensieri di morte, di tempo, di vecchiaia, di giovinezza, di affetti, di persone perdute, di addii e partenze, di ansie e preoccupazioni per un futuro che sempre più velocemente diviene passato. Unica distrazione è canalizzare tutte le mie forze per stare vicino il più possibile ad una delle persone più importanti della mia vita, verso il quale non posso far altro che dirigere tutto il mio affetto che per lui è davvero immenso.

Solo le note di yellow moon...a battere ossessivamente sulle mie tempie....



Meditato da ShakaNyorai il 08/08/2007 17:56
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venerdì, 03 agosto 2007






E così il baronetto Elton John ha tuonato dall'alto della sua innegabile esperienza musicale contro internet. "Internet andrebbe chiuso per cinque anni", "spero che il prossimo movimento musicale demolisca definitivamente internet" e altre amenità del genere. Ora, io capisco che un uomo di sessant'anni possa avere ancora qualche riserva al giorno d'oggi su l'uso e le enormi potenzialità di questo mezzo: ma che un uomo della sua cultura divulghi affermazioni di questo genere, proprio mi fa venire l'orticaria.





Il sir attribuisce la colpa ad internet di un calo del desiderio umano di socializzare e di comunicare nella vita reale, nascondendosi dietro il pallido schermo di un pc. Non conosco i dati statistici, ma sicuramente ci sono persone e persone che si rifugiano in internet evadendo dalla vita reale:  quello che non capisce l'autore di Your Song è che non è colpa né causa del mezzo, ma dell'uso esagerato e smodato di alcune tipologie di persone che sfruttano il web con queste finalità.

Chiudere Internet non credo servirebbe a molto: l'unico grande effetto sarebbe quello di tappare la bocca a milioni di persone che hanno la possibilità di far sentire la propria voce, di tarpare le ali ad associazioni di persone con gusti completamente ignorati dai media tradizionali dove - come dice Granieri, nella "Società Digitale" - la minoranza ha la stessa dignità della maggioranza. Che poi, giornali come il Corriere, nel riportare la notizia, hanno anche sottolineato in maniera ironica (voglio sperare) l'uso contraddittorio che poi lo stesso Elton fa di questo mezzo prodigioso (per esempio la trasmissione in stream dei suoi concerti).
Ma il signor Elton, che attribuisce ad internet anche un calo della qualità musicale, perché non prova ad osservare un po' più da vicino il calo pluridecennale della qualità della SUA musica, che non riesce più a raggiungere gli altissimi livelli di capolavori come Daniel, Yellow Brick Road, Nikita e via dicendo? Invece di perdere tempo a dire scemenze sul web, si dedicasse alla sua arte, magari spegnendo il computer per evitare di diffondere certe oscenità.

Giuseppe Granieri, sul suo blog, pensa che la notizia non vada commentata: questa è una delle poche volte in cui non sono tanto d'accordo con lui. Proprio per l'economia del dono, non mi va che coloro che leggano la notizia superficialmente possano attribuire seriamente la colpa alla rete, anche solo per dubbio, quindi dò il mio piccolo contributo a quei pochi lettori che passeranno di quì, che commenteranno o semplicemente leggeranno, cercando di sdoganare queste vecchie sciocchezze.

Meditato da ShakaNyorai il 03/08/2007 13:09
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sabato, 28 luglio 2007

categoria : pensieri, riflessioni, love



E così, oggi sei partito. Non ho avuto il coraggio di dirti tante, troppe cose. Non volevo sciocchi piagnistei e non volevo parlare con toni cupi per non rovinare il nostro ultimo giorno assieme prima di questo lungo periodo di separazione. Hai intuito che questo periodo che passeremo lontani mi porta non poche preoccupazioni: tu con la tua solita voglia di vivere e sicurezza le hai baciate via, riuscendomi a rilassare anche nei momenti più ansiosi. Non cambierò mai, sempre paranoico, preso dal desiderio di tenere tutto sotto controllo per non aspettarmi sorprese.
Abbiamo trascorso pochi mesi assieme, pochi ma intensi. Come mai mi era accaduto! Non avevo mai vissuto l'inizio di una storia vicino al ragazzo, e forse di te sono riuscito a conoscere e a intravedere molto di più di quello che i miei precedenti amori abbiano avuto la possibilità di mostrarmi. Ma questo non significa che io ti conosca, non significa che mi faccia stare tranquillo ora che sei via.
Non ho paura di un tuo tradimento: alla fine il tradimento è ben misera cosa se paragonato al perdere l'interesse verso l'altro nel pieno della curiosità di conoscersi. Cinque, sei mesi saranno duri. Ibernano tutto quello che abbiamo, congelano in uno sterile sms tutte le nostre avventure passate guardandoci negli occhi. Ed ora che avevamo cominciato lentamente a conoscere i nostri difetti, tu vai via.
Mi hai chiesto di aspettarti, in un tuo raro momento di sconforto. Io ce la metterò tutta. Una volta non avrei avuto dubbi: le illusioni erano il mio forte ed in esse avrei comunque trovato il modo per mettermi a tacere ed andare avanti. Ora non te lo posso assicurare: Azoth prima, Warzabumbo poi, mi hanno insegnato che amare non è illudersi, ma camminare giorno per giorno vivendola come viene, con tutti i problemi che possono allontanarci. A loro devo questo, a me devo la mia indistruttibile capacità di lottare e di non arrendermi che, scontornata dalle illusioni, acquista un senso più concreto e veritiero.
Io non ti prometto di aspettarti, ma ti prometto di non arrendermi e di provarci con tutto me stesso. Perchè tu mi piaci e mi fai sorridere, perchè tu rendi la mia vita piacevole e piena di sapore.
Tra le mie dita rigiro la croce che mi hai lasciato, l'oggetto che per te è più importante. Una volta avrei sentito il proprietario sempre con me, come una presenza; ora avverto il desiderio del proprietario di andare avanti e di non abbandonare anche se sarà molto difficile portare avanti un rapporto con questa tale distanza.
Il mio angelo custode mi ha ripetuto mille volte che Nessun Luogo è Lontano. Penso che dovrò tenerlo a mente, ora come non mai. Tra l'altro lei aveva sempre ragione.
Ed allora, spero di rivederti presto, amore mio, con il tuo solito sorriso e la tua irresistibile voglia di abbracciarmi.

E.

Meditato da ShakaNyorai il 28/07/2007 21:21
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giovedì, 19 luglio 2007




E finalmente l'incubo è terminato, le tanto attese vacanze sono cominciate ieri pomeriggio alle 17.00, quando ho finito l'ultimo esame (Cultura dei Media, che resterà nella storia) con un bel 29. Soddisfatto e stanco, ho cercato di ignorare il magma di caos che regnava nella mia stanza e sono andato alla festa di compleanno di Cloos, una mia collega universitaria. Diciamo che è stata un po' una tortura: eravamo un ventina in una cucina 2 metri per 2. Il calore ci ha squagliati, le zanzare ci hanno divorato, il sudore ci ha fatto annegare.
Ne ho approfittato per dare un saluto ai miei cari amici universitari, dato che Sabato farò ritorno a Napoli.
Quando sono partito per Milano, avevo un po' di dubbi sul tipo di gente che avrei trovato, soprattutto ai corsi. Ed invece ho dovuto ricredermi: mi sono trovato molto meglio su che giù. Tre di queste persone sono diventate anche dei cari amici: uno è il Siciliano, la sua adorabile cadenza, il suo essere innegabilmente compagnone e trasparente come persona, lo rendono un centro di gravità per molte persone (che difficilmente non si infatuano di lui per un qualche motivo); la seconda è la mitica Cloos, buffa, allegra, poco permalosa è stata una mitica compagna della vacanza a Barcellona che mi fa sempre sganasciare con le sue avventure esagerate e incredibili; il terzo, ormai uno dei miei migliori amici in assoluto, è Prosciutto, vittima dei miei scherzi e sfottò, è una di quelle persone con cui ti lasci andare senza problemi, che vuole divertirsi e che col suo homour inglese (e dannatamente idiota!) nn riesce a nn strapparti un sorriso, anche quando sei triste.
Mi dispiace un po' nn poterli vedere per un po', però non vedo l'ora di tornare a casa!! Anche perché quì a Milano si muore di caldo e non ce la faccio più a vivere in una sauna perenne -_-'
Sto cercando di non pensare alla partenza di Zeppolino, ma è davvero molto difficile. Ormai manca davvero poco ai nostri saluti: sebbene abbia imparato a farmi scivolare parecchie cose addosso, per come sta andando il nostro rapporto la vedo difficile che possa stare molto sereno nei prossimi mesi.
Cercherò di dare il mio meglio nello studio e nel lavoro (che spero giungerà dal prossimo settembre), anche perchè il bilancio del mio primo anno quì a Milano è stato più che positivo.
Ho conosciuto l'amore, ho superato il fantasma Warzabumbo, ho conosciuto tantissime persone nuove ed interessanti, ho recuperato la fiducia in me stesso, sono cresciuto un bel po' e ho chiuso in bellezza l'anno universitario con la media del 29,2! E chi puo' lamentarsi!!!

Meditato da ShakaNyorai il 19/07/2007 16:48
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giovedì, 12 luglio 2007




Persone che lentamente scivolano dalla mia vita. Persone che improvvisamente fluttuano via dalla mia esistenza. Persone che diventano improvvisamente "esterne". Io che spesso non comprendo, io che spesso mi chiudo a riccio. Io che lentamente scivolo via dalle loro vite. Io che improvvisamente fluttuo via dalle loro esistenze.

Ieri sera in una vecchia chat c'eri Tu. Ti ho odiato molte volte, spesso ho addirittura pensato che volessi il mio male. Tu in quella chat non hai proferito parola, eri muto e silenzioso ed un click mi ha mostrato il tuo ruolo di custode.

E poi oggi tra le pagine di internet...sì, c'eri Tu! Ho trovato anche te: parlavi dei tuoi dolori e delle tue frivolezze nel tuo solito modo incantevole. Quanto amore ho nutrito in un solo istante! Chi ha mai smesso di amarti? Ma amarti non significa averti, amarti significa lasciarti nei tuoi vortici. Oh, eppure eri così bella, cosi luminosa nella tua luce tetra. Che piacere immenso è stato toccare con un dito le tue parole scritte col sangue ed assaggiarle nella mia mente.

L'altro giorno invece, tra i miei pensieri c'eri Tu. Tu che sei fuggita via in un istante, come se non fossi mai esistito. Tu che nel tuo sguardo cupo riesci ancora a rammentarmi che forse qualche brace è rimasta. Tu che mi hai fatto accendere una sigaretta, Tu che mi rechi malinconia e felicità con la tua assenza. Tu che ora sei libera anche se forse non lo sai.

E oggi, al telefono, c'eri Tu. Tu mi hai detto che hai pianto, Tu mi hai detto che non te la passi bene. Ed io ho sentito la terra crollare sotto ai miei piedi. Chi puo' farti piangere? Chi si permette di far versare le tue lacrime? L'avrei ammazzato. Tu eri al telefono, ma eri lontano. Io ti afferravo la mano ma la lasciavo scivolare via, perchè la libertà è costante della tua vita. Tu sei ancora quì, ma in realtà non ci sei. E forse perché sono io a volerlo. Questo non significa che oggi per un attimo ti ho ritrovato.

Tra petali di rose e ruggiti da leone c'eri Tu: volevi far volare via il mio spirito, ricordi? Volevi correre in un prato tenendomi la mano, credendo che potesse essere la vera felicità. Urla, invidie, rancori ed amore erano nei nostri dialoghi. Ma alcune tenerezze immature non posso dimenticarle. C'eri Tu in mute telepatie, in silenzi orgogliosi. Ed ogni volta che la notte scende e nessuno più parla, sento Te, assordante come non mai, ormai nota strappata di un libro perso e tanto desiderato.

E poi c'eri Tu in una foto, e c'eri Tu nel racconto di un amico...e poi c'eri anche Tu in un vecchio video. In questi giorni c'eravate tutti. Tutti Voi.

Ed io, lentamente o improvvisamente, mi rifugio dietro una tenda rossa, guardandovi agire. Sorridendo, fiero di quello che mi avete lasciato, triste per quello che ho perso, stringendo tra le mani le nostre avventure che saranno per sempre mie. Mie e Vostre.

Meditato da ShakaNyorai il 12/07/2007 18:44
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martedì, 10 luglio 2007




Molti di voi (sì, sì come no :P) si staranno chiedendo in questo periodo di assenza dal blog cosa ne è della mia vita....(soprattutto una persona!). Beh, ragazzi, che dirvi...sembra che io sia molto più stimolato a scrivervi quando sono triste o malinconico, quando alla fine c'è qualcosa che non va. Ma ultimamente, non c'è stato davvero niente che non è andato. Tranne alcuni problemi di salute in famiglia che proprio ieri sembrano essersi risolti definitivamente, ogni cosa fila per il suo verso. Con Zeppolino la storia va avanti nel migliore dei modi possibili, il nostro rapporto si sta definendo e concretizzando in qualcosa di molto sentito e vivo: niente viene fatto o detto se non per il desiderio reale di farlo, non ci sono regole fisse e i nostri spiriti indomabili cercano compromessi solo per il piacere di stare l'uno con l'altro. L'unica nota dolente è il fatto che fra una decina di giorni sarò costretto a salutarlo...andrà in Asia per sei mesi per studio...cosa non da poco, nemmeno incredibilmente tragica, ma sicuramente un po' preoccupante. Proprio adesso che stiamo imparando a conoscerci e ad amare l'uno i difetti dell'altro, quest'assenza fisica può comportare problemi...anche perché ci saranno difficoltà nel sentirci (grazie al fuso orario). Ma vabbé, non voglio pensarci...voglio godermi a pieno questi ultimi giorni cercando di non pensare per forza al peggio. Un'altra esperienza bellissima fatta in questi mesi è stata la vacanza-universitaria (???) a Barcellona, assieme a Patanella. Cosa dire di quella splendida città? Che non ci puoi andare da fidanzato! Eh eh, ho messo a dura prova la mia fedeltà perchè veramente c'era un ben di Dio incredibile e l'ormone andava a mille. Sarà anche la perenne atmosfera di festa, i ragazzi che cantavano e ballavano sulla rambla, i milioni di giovani turisti che come noi affollavano i locali stupendi sparsi in ogni via...l'ho girata in lungo e largo, ormai la conosco a memoria e mi ha incantato definitivamente. Se sei single e studente, è meglio che subito richiedi un erasmus a Barcellona, stammi a sentire, mio caro lettore (???) :P

Meditato da ShakaNyorai il 10/07/2007 13:37
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venerdì, 18 maggio 2007

categoria : pensieri, riflessioni, gay



Ieri pomeriggio me ne camminavo beato per via Dante a Milano alla ricerca di un regalo per Patanella assieme a Karen, baciato dalla brezza serale, quando Karen mi pone all'attenzione un gruppetto di persone da noi poco distanti, proprio in Piazza Cordusio.
Li osservo, noto i loro vestiti strani in corpi piuttosto anzianotti, osservo per bene le loro bandiere multicolore e i loro cartelli e subito passo con lo sguardo a vedere le reazioni delle persone che transitavano cercando di evitarli. Erano dell'Arcigay e credo stessero lì per sensibilizzare le persone sull'omosessualità.
Ora, io confesso la mia più totale ignoranza su questa associazione su cui ho solo sentito commenti molto controversi fra loro: c'è chi si esalta militandovi, dicendo che lavora bene ed in maniera utile e c'è chi dice che mangia solo soldi, pensa a fare solo la bella vita (ovviamente in maniera gaya) occupandosi di frivolezze e nascondendosi dietro false battaglie. Ribadisco, non ne so nulla, quindi non sono qui per esprimere un giudizio ed anzi mi sento alquanto in colpa per non essere documentato abbastanza sulla questione; se l'Arcigay fosse veramente un'associazione con i controcoglioni dovrei esservi subito iscritto in modo da aiutarli.
Al di là di questo, però, ciò che mi ha piacevolmente sorpreso è stato leggere i loro cartelli: per la prima volta non ho visto qualcosa che inneggiasse semplicemente a DICO o PACS (requiescant in pacem) o offendesse semplicemente il vaticano.
Semplicemente, con messaggi privi di ogni orpello grafico, essi cercavano di sensibilizzare quelle persone che adottano un determinato tipo di linguaggio o di comportamenti superficiali nei confronti degli omosessuali solamente perché non toccati da vicino dalla cosa. Uno di questi messaggi elencava una serie di epiteti rivolti ai gay (spesso e volentieri utilizzati dalla nostra classe politica) e sotto tuonavano qualcosa del tipo: tuo figlio, il tuo amico, tuo fratello, tua cugina potrebbero essere omosessuali, sei sicuro di non offenderli con la tua superficialità?
Non so perchè questa cosa mi ha senz'ombra di dubbio rapito e fatto riflettere. Quante di quelle persone che evitavano a passo veloce quei curiosi personaggi avranno letto di sfuggita quel messaggio? Quante di esse saranno state turbate dall'idea che un loro familiare potesse essere gay e di conseguenza ferito da alcuni loro atteggiamenti?
Secondo me, si tratta di un ottimo messaggio che tocca un nervo delicato essendo molto diretto. Non appariscente, ma efficace poiché gioca sugli affetti e sulla buona possibilità che molte delle persone che avrebbero letto non amassero ferire i propri cari e, soprattutto, sul sospetto, sull'idea di essere indelicati inutilmente. Si invitava a riflettere, a misurare giustamente le parole e le offese prima di dirle come una valanga di neve, dando per scontato l'assenza di effetti su chi ci sta attorno.
E' un discorso che dovrebbe essere esteso anche in altri campi e non solo all'omosessualità.
Erano quattro gatti: mi era venuta voglia di prendere anche io uno di quei cartelli ed unirmi a loro. Ma non l'ho fatto, per vigliaccheria o semplicemente perché mi faceva malissimo un piede e avevo un gran desiderio di tornare a casa.
In ogni caso, qualsiasi sia la filosofia dell'Arcigay, faccio adesso loro i miei complimenti sui messaggi di ieri, complimenti che avrei dovuto fare dal vivo.

Meditato da ShakaNyorai il 18/05/2007 11:58
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