domenica, 15 luglio 2007
E così finalmente ce l'ho fatta: dopo attese spasmodiche, ansie aumentate dallo studio, paura di biglietti introvabili, casini con carte di credito e quant'altro, sono riuscito ad andare al Medusa MultiCinema di Rozzano per vedere Harry Potter e l'ordine della Fenice.
Complessivamente buonissimo: non sono molto d'accordo con le critiche diffuse che si possono trovare nella blogosfera. Il film è alquanto scorrevole, non ho avuto la sensazione di confusione e di collage messo a caso (ed anche un po' di lentezza) che taluni hanno fatto presente che, invece, ho avvertito in alcuni momenti del Calice di Fuoco e del Prigioniero di Azkaban. I tagli ci sono stati, ma la sceneggiatura è stata sicuramente più curata, evitando a mio avviso buchi e cose alquanto inspiegabili (ad esempio, il fatto che sia stata Cho Chang a parlare col Veritaserum secondo me è stata una buona pensata).
Ovviamente, tutti i film di Harry non possono essere trasposti nella magnifica e superba ricchezza di particolari e situazioni dei libri corrispondenti e quindi si deve scegliere sempre un compromesso che, comunque, porterà inevitabilmente a delle insoddisfazioni.
I primi due, a mio avviso, erano più simili a delle fiabe ed era molto più semplice, dunque, trasportarli sul grande schermo. Dal terzo in poi, abbiamo un'inversione di rotta: mentre le prime parti erano un po' confusionare, le scene finali venivano rese in maniera superba, dando molto valore al film.
E' proprio questo che, secondo me, nn è accaduto nell'Ordine della Fenice: il finale è stato velocizzato, tagliuzzato, diminuito e sminuito. La morte di Sirius (che non vi nego non mi faccia ne caldo e ne freddo neanche nel libro, ma perché non amo particolarmente il personaggio) è veloce e quasi sciocca, gli inseguimenti bellissimi nelle varie stanze del ministero sono stati quasi tutti eliminati, le ferite e le difficoltà dei ragazzi contro i mangiamorte sono state ridotte a poco più di improvvisi sobbalzi con relativi incantesimi (fin troppo semplici da parte dei ragazzini) verso i nemici, per tenerli lontani. La divertentissima e affascinante stanza del cervello, con tutto ciò che accade a Ron è completamente inesistente per non parlare dello scontro Voldemort/Silente, che avrebbe dovuto lasciare il segno, in un tripudio di tattiche e potere, culminanti nel gioco delle statue finali. Purtroppo Silente e Voldemort non fanno che lanciarsi due o tre ondette di energia alla dragon ball e via. Questo è stato il mio più grande rammarico, ma le note positive secondo me ci sono. Per alcuni versi, dunque lo preferisco ai precedenti, per altri no. Ottima Bellatrix, adorabile, pazza, sublime...
Ma la vera rivelazione è stata anche Imelda Staunton, divina Dolores Umbridge, magnifica nella sua stucchevole cattiveria mascherata da falsa docilità. E' stata lei la regina di tutto il film. La Umbridge è e resta uno dei personaggi più odiosi e meglio costruiti della Rowling. E' proprio il fatto che non si puo' fare a meno di odiarla a renderla riuscita in tutti i suoi aspetti; e la Staunton ce la concretizza in tutti i suoi aspetti peggiori.
Una nota di merito anche per Evanna Lynch, una formidabile Luna Lovegood (che purtroppo non ha avuto tutto il suo spazio): con i suoi occhi vacui è stata giustamente stramba e saggia allo stesso tempo. Adorabile.
Complessivamente, uno dei migliori della serie, anche se come sempre è difficilissimo non guardarlo da occhi da fan. Io comunque mi emoziono a vedere quelle scene tanto immaginate sui libri che a volte faccio passare in secondo piano le scelte tecniche e di sceneggiatura, che possono essere alquanto discutibili *.* Ma alla fine già sono pronto per andare a rivederlo altre cento volte, sono proprio irrecuperabile!
P.S. Fiennes sei sempre sublime quando interpreti Voldy *.*
P.P.S. Ovviamente le mie situazioni alla Bridget Jones non sono potute mancare anche a vedere Harry! Immaginate che al cinema ero praticamente seduto tra Zeppolino e Warzabumbo, che si sono conosciuti per la prima volta. E' stato davvero....davvero....wow, ecco.
Meditato da ShakaNyorai il 15/07/2007 13:29
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giovedì, 05 aprile 2007
Visto che se ne sprecano, ho deciso anche io di uniformarmi alla massa e scrivere qualche mio pensiero sul film del momento (questo è indiscutibile): 300!

Per chi non lo sapesse, "300" è un film del regista Zack Snyder, ispirato al fumetto dell'autore di culto Frank Miller che riprende la sanguinaria e cruda battaglia delle Termopili, in cui un milione di persiani furono fermati per tre giorni da un misero gruppo di spartani capeggiati dal re Leonida. Leggendo il fumetto, escludendo tutta la faccenda della regina Gorgo, mi sono reso conto di quanto sia incredibile la fedeltà del soggetto del film alle tavole di Miller e non solo.

Tutto è rispettato: le inquadrature, i dialoghi, il character design dei personaggi ed i tagli del colore. E sono soprattutto questi a lasciare senza fiato e con lo sguardo rapito verso la proiezione della pellicola: ricordo ancora che in alcune scene mi sono venuti i brividi per lo stupore di vedere la bellezza e la poesia (molte volte cruda) con cui le immagini scorrevano sullo schermo; una fra tutte la splendida ed incredibile scena dell'oracolo. Come se fluttuasse nell'acqua la donna danza con la sua veste immersa in colori pallidi e strepitosi, trascinando lo spettatore con sé in questo ballo vertiginoso. I saputelli sono stati pronti a dire che la fotografia di Larry Fong in questo film fosse pietosa ed è pur vero che non posso dare un giudizio tecnico vero e proprio non conoscendo le macchine di realizzazione nel profondo: però posso assicurare che l'impatto nel mio immaginario c'è stato, raggiungendo a volte immagini e colori a cui mi piacerebbe tendere nelle mie fantasie e deliri fotografici. E la fotografia non si discosta mai dalle atmosfere del fumetto, anzi, ne è compagna, amante e sostenitrice, complementandone le lacune e rafforzandola nei punti deboli.

Tutta questa bellezza di forma però spesso è stata motivo di critica da parte del pubblico, spaccandolo in due: c'è chi parla di completa assenza di contenuti e chi invece accosta il tema, nella maniera in cui viene trattato, alla condizione odierna che viviamo tra scontro di cultura occidentale ed orientale. Io ho apprezzato proprio che, nel fumetto prima e nel film poi, il tema sia stato mantenuto, senza una vera distinzione tra buoni e cattivi.
Gli spartani, infine, sono folli, ossessionati dalla guerra e parecchio razzisti nei confronti di chi nn è come loro: uccidono i nenonati non in salute e chiamano effeminati gli ateniesi, solo perchè hanno un modus vivendi completamente differente da loro. Io credo che la guerra sia guerra e chi vi partecipa non è categoricamente un buono o un cattivo, c'è chi si lascia prendere dall'ossessione morbosa per la lotta (rappresentato ottimamente da Serse), con smanie di conquista e chi, come gli spartani, che lo rendono uno stile di vita. Il film, secondo me, non da un giudizio su ciò che accade, ogni popolo ha le sue contraddizioni e i suoi problemi: gli spartani dovendosi difendere ed essendo protagonisti rendono solo più semplice il processo di identificazione in essi.
E comunque tutta la questione oriente occidente nn ce l'ho vista onestamente: anche perché l'opulenza e la corruzione dei persiani è più vicina a quella di Bush e degli USA che a quella del medioriente.
In ogni caso, anche la regia non è male, anche se essendo molto attinente al fumetto spesso può essere attribuita più a Miller che a Zack Snyder. Il cast se la cava, Gerard Butler (oltre che ad essere bello da togliere il fiato) recita molto bene, anche se a nessuno darei un oscar per l'interpretazione. Tra l'altro buona anche l'interpretazione di Rodrigo Santoro per il divino Serse, personaggio terribilmente effeminato e oggetto di parecchio scherno da coloro che hanno guardato il film al cinema con nota dolente del doppiaggio italiano che gli ha dato la voce di Alessandro Rossi (John Coffey nel Miglio verde) troppo scura e profonda per il personaggio (oltre che abbastanza comica dato lo stridio con la sua effemminatezza palese :P). Il mio stupore è stato scoprire, il giorno dopo, mentre cercavo notizie sul cast, che Rodrigo Santoro fa parte del mio telefilm preferito, Lost, interpretando quella inutilità di Paulo, lo riconoscete?:P


Per quanto mi riguarda è tra i miei film preferiti anche se riconosco che non si tratta di un capolavoro in assoluto: il mio voto è 9.
E la frase storica è: "Spartani! Questa sera ceneremo nell'Ade!"

Meditato da ShakaNyorai il 05/04/2007 13:40
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